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Il monopolio dell' informazione medica, finora
detenuto soltanto da medici e specialisti, è andato ormai
in frantumi.
Se in questi anni l'unica fonte d'informazioni per i pazienti era
il medico di famiglia, oggi, la consultazione diretta è solo
una delle tante possibilità e si riduce mano a mano che
i media si diffondono.
Tra le fonti di informazione maggiori troviamo
televisione e internet, che hanno un ruolo sempre maggiore.
Negli
Stati Uniti il 60% dei pazienti confermano la diagnosi del loro
medico consultando siti web specializzati.
In Francia, la legge
del 4 marzo 2002 ufficializza l'accesso alle informazioni per il
paziente.
Oggi, la qualità delle informazioni fornite al
medico dai visitatori medicali e dalle numerose riviste specialistiche,
è falsata, esagerando o inventando mirabolanti proprietà e minimizzando
i rischi, poichè sono le case farmaceutiche stesse che finanziano
direttamente o indirettamente il tutto.
I medici
stessi sono preoccupati da quest'evoluzione.
Non è semplice avere davanti a se, un paziente che possiede
una conoscenza estesa della sua patologia, in particolare nel caso
di malattie rare.
Il problema maggiore è quello della qualita molto
disuguale delle informazioni distribuite, che può condurre
alla disinformazione.
I grandi media tendono a trattare soggetti "spettacolari"
e si tende a privilegiare ciò che il pubblico vuole sentire
in rapporto all'offerta reale di informazione.
La stampa audiovisiva è spesso frettolosa, i giornalisti non hanno più il
tempo di approfondire un argomento.
Quando un argomento viene approfondito, passa inosservato.
Nel 1990,
il giornale "Le Monde" ha consacrato una pagina intera
alla mucca pazza e alla sua trasmissione all'uomo.
Soltanto quando l'informazione è stata trasmessa più tardi
durante un telegiornale, ha avuto una grande ripercussione.
Internet e la Telemedicina devono evitare queste
difficoltà e garantire la qualità dell'informazione.
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