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Il persistere nel tempo del sintomo dolore malgrado
un'esame clinico che rimane sostanzialmente normale,
degli esami complementari senza nessuna particolare
alterazione, conduce spesso
ad un rigetto del malato da parte del medico. Questo
fallimento parte
da un'malinteso, il medico pensa "non ha niente" ed
il malato pensa "non trova".
Da parte del malato :
L’uomo che soffre è un soggetto
depresso, la sua imagine è deprezzata, ne risulta
un sentimento di inutilità, di incapacità... La
sua relazione al mondo è cambiata, il ruolo in
famiglia non è più tenuto,la posizione sociale
vacilla,l'inserimento professionale si degrada,
ne risulta
che la cerchia
delle amicizie sparisce. L'uomo sofferente è un
soggetto anzioso, il suo dolore non è spiegato,
la medicina è un
fallimento, l'avvenire incerto.
L'uomo
che soffre sollecita un riconoscimento del suo
dolore, il malatto rivendica
uno statuto alquale non ha diritto ; il cammino
dell'agressività,
del rigetto, dell'esclusione è preso. Il paziente
che desidera dimostrare con le prove della sua
malattia, moltiplica i consulti, i bilanci. Alla
sofferenza
iniziale si aggiunge la sofferenza della relazione
medica. L'agressività si installa, il paziente
incompreso organizza la sua richiesta su un modo
rivendicativo,
danneggiato chiede riparazione ad un corpo sociale
anonimo sotto la forma di un invalidità...
Da
parte del medico :
Il dolore cronico mette il medico
in una situazione di scacco a diversi livelli. Il
classico procedimento medico non è soddisfato, ne sul piano diagnostico, ne sul
piano terapeutico, il medico puo' anche lui diventare
agressivo, la medicina organica è diventata
una medicina di organi perchè è il campo del conosciuto,
dell'azione, della sicurezza, della riuscita, dell'efficacia.
Gli ospedali moderni hanno elaborato l'insegnamento
e la formazione continua su questa medicina ; il "psi" rimane
il campo di alcuni specialisti, l'unità e la globalità della
persona si sono persi. Gli studenti in medicina vanno
in questo senso, non vogliono filosofia, discorsi,
di interrogazioni, di riflessione "non siamo
qui per riflettere ma per imparare". La
presa in carico del lombalgico cronico suppone
una nuova medicina, una medicina
diversa : la medicina del paziente che soffre.
Il sintomo dev'essere integrato in un'insieme
cercando di ri-introdure la parola "parole piuttosto
che dolori".
Nei
casi in cui si è potuto evidenziare
un'organicità limitata con forte proporzione tra
il danno organico e il dolore, il dibattito diventa
ancore più difficile. L'organicità puo' per un
certo tempo illudere,alimentare una falsa speranza.E
ciò renderà più duro
sarà il fallimento della terapia.
In
conclusione
Il
classico schema medico :
medicina dell’organo = conosciuto, azione, sicurezza,
riuscita dev'essere sostituito da un scenario incerto
di tipo caotico : medicina del paziente =
sconosciuto, inazione, insicurezza, fallimento.
Purtroppo, il
contesto socio-economico attuale della presa in
carico del paziente non permette questa medicina.
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